Posto all’angolo tra la via della Maiella e Piazza San Bernardino a L'Aquila, la costruzione dell’edificio rientrò nel processo di realizzazione di nuovi quartieri realizzati all’interno delle mura urbane. Questo graduale processo di espansione della città verso le mura urbane fu pianificato attraverso le indicazioni previste prima dal Piano regolatore di Giulio Tian del 1917, e delle sue successive revisioni, e successivamente dal Piano Regolatore del 1931 elaborato dall’ufficio tecnico Comunale.
Costruito negli anni venti del XX secolo, l’edificio rappresenta uno dei primi elementi del nuovo tessuto urbano intra moenia costituito dal nuovo quartiere orientale di Santa Maria di Farfa, e che proseguirà con l’edificazione del quartiere di via Zara. Presenta una tipologia ‘a blocco’ con piccola corte interna, caratteristica dell’edilizia residenziale dall’inizio del ‘900 ed è realizzato su due piani fuori terra e un piano seminterrato; il corpo di fabbrica chiude l’isolato pressoché quadrato sul lato sud est della Piazza San Bernardino, presentando l’ingresso principale proprio in corrispondenza dello spigolo tra la piazza e la via Maiella.

DESCRIZIONE_Le strutture portanti sono in muratura, realizzate in due diverse tipologie: la prima è relativa a tutte le murature del livello seminterrato e l’altra ai successivi due livelli in elevazione. La prima tipologia muraria, costituita da pietre calcaree non squadrate e malta di calce, è composta da un doppio paramento e da un nucleo interno; la seconda tipologia muraria è invece realizzata in mattoni pieni in laterizio e malta di calce, spesso inquadrati in portali costituiti da elementi verticali e orizzontali di calcestruzzo, di sezione generalmente molto modesta e con armatura ridotta o assente.
Il solaio di calpestio del piano rialzato è costituito da una soletta in c.a. di spessore pari a circa 15 cm, irrigidita da travi emergenti poste ad interasse di circa 140 cm. Il solaio di calpestio del primo piano è realizzato con una struttura latero-cementizia, mentre il solaio di calpestio del sottotetto è ancora realizzato con una soletta in c.a. di spessore pari a circa 8 cm senza elementi irrigidenti.
Le altezze degli interpiani sono pari a 3,20, 3,85 e 3,85 m procedendo dal piano seminterrato al primo piano, mentre l’altezza media di piano del livello sottocopertura è pari a circa 2,15 m. La copertura è del tipo inclinato a due falde con capriate in legno, con piano di imposta posto a circa 1 m al di sopra della quota del solaio di sottotetto.
Le fondazioni sono costituite da travi in c.a. di altezza pari a 75 cm e larghezza pari a quella della sovrastante muratura aumentata di circa 10 cm su entrambi i lati.

INTERVENTI_Oltre che al ripristino dell’agibiltà ed all’adeguamento igienico-sanitario dei locali seminterrati, il progetto prevedeva anche il miglioramento del comportamento sismico della struttura. Questi interventi, così come evidenziato nella relazione di calcolo, consentono il raggiungimento di un livello di sicurezza nei confronti dell’azione sismica non inferiore al 60% di quello corrispondente ad una struttura adeguata alle normative vigenti, requisito che la struttura in condizioni antecedenti al sisma non soddisfaceva.

Le tipologie di intervento previste sono identificabili in due gruppi di intervento:
> RIPARAZIONE
- lavori sulla copertura di legno: sostituzione della struttura portante con capriate in acciaio e travi secondarie in legno, sostituzione del pacchetto di copertura, collegamento delle stesse al cordolo sommitale;
- riparazione delle murature portanti e dei tramezzi, con il collegamento di questi ultimi alle murature portanti ed ai solai;
- controllo ed eventuale riparazione degli infissi;
- controllo e ripristino degli impianti (elettrico e complementari, idrico-sanitario, gas, termico) danneggiati o non più sicuri;
- opere di finitura sia interne che esterne;


> MIGLIORAMENTO DELLE STRUTTURE
- rinforzo del solaio di sottotetto con profili in GFRP;
- rinforzo delle murature perimetrali esterne con tiranti verticali;
- rinforzo delle murature perimetrali e della corte interna mediante intonaco armato con rete in GFRP;
- consolidamento delle murature del seminterrato mediante iniezioni di miscela legante.

> INTERVENTI DI ADEGUAMENTO IMPIANTISTICO
> INTERVENTI DI RIPARAZIONE ED ADEGUAMENTO DEGLI IMPIANTI

> INTERVENTI DI RESTAURO DI BENI ARTISTICI VINCOLATI
- Restauro di tre affreschi a soffitto presenti all’ultimo impalcato dell’immobile, unitamente al consolidamento del corrispondente supporto (solaio di sottotetto rinforzato con travi in GFRP).

Per gli interventi di consolidamento delle murature perimetrali, esterne e verso la corte interna è stato applicato intonaco armato con rete GFRP FBMESH66X66T96AR di Fibre Net. Data la presenza di un importante apparato decorativo (bugnature, rilievi di intonaco, marcapiani lapidei e fregi) sia sulle facciate interne che su quelle esterne, si è ritenuto opportuno ridurre l'estensione dell'intervento che prevede intonaco armato con rete in GFRP su entrambe le facce delle murature perimetrali esterne. L'intervento dunque è stato realizzato sempre tramite intonaco armato con rete in GFRP diffuso sulla faccia interna, ma realizzato per fasce sulla faccia esterna. Tutti gli intonaci preservati vengono comunque consolidati e ripristinati nella loro continuità.

Per quanto riguarda invece la ricostruzione e consolidamento del solaio di sottotetto, il limite alla totale sostituzione di tale elemento è stato rappresentato dalla presenza di decorazioni ad affresco in corrispondenza dell’intradosso di alcune porzioni di solaio.
Per consolidare tale porzione di solaio, pertanto, è stato previsto l’aumento della rigidezza flessionale della soletta, senza appesantirla eccessivamente, con la realizzazione all’estradosso di una nervatura costituita da profilati in GFRP, incollati sulla superficie del calcestruzzo, per la trasmissione dello sforzo di scorrimento, e appoggiati in appositi scassi sulle murature perimetrali interne ed esterne.
La trave HE200 prevista da progetto all’estradosso del solaio di sottotetto è stata sostituita con una IPE200, mantenendo invariati gli interassi e le disposizioni previste. Tale variazione è stata resa possibile in considerazione della poca differenza che intercorre tra il momento di inerzia della IPE200 e della HE200 grazie all’adozione del profilo FPI200x100x10 di Fibre Net.

fibrenet.it
 

Rinforzi in GFRP in edifici storici

Intonaci armati e nervature in profilati