RICERCA 2013
Sisma Abruzzo 2009
Valutazione del danneggiamento e stima dei costi di “ricostruzione”
di 
Giandomenico Cifani, 
Livio Corazza, 
ITC-CNR, L’Aquila
livio.corazza@itc.cnr.it
Antonio Martinelli
Structural 177 | Aprile  2013

Il sisma del 2009, nonostante le positive esperienze condotte nei precedenti terremoti quali in particolare Umbria-Marche 1997 e Molise 2002 totalmente e “inspiegabilmente” ignorate, è stato caratterizzato dalla emanazione di una pletora di provvedimenti (ordinanze, decreti, circolari, chiarimenti), a volte di dubbia legittimità, che hanno reso il processo di ricostruzione estremamente complesso, non controllabile, poco trasparente e senza una corretta programmazione in termini di costi, tempi e priorità degli interventi. Ciò ha determinato una notevole lievitazione dei costi della “ricostruzione” e inaccettabili ritardi, tanto che a distanza di ben quattro anni dall’evento, il recupero dei centri storici ancora non vede di fatto l’avvio. In particolare la scelta incomprensibile e non suffragata da alcuna motivazione tecnica di legare l’entità dei contributi agli esiti di agibilità ha determinato “distorsioni”, disparità di trattamento e una inaccettabile lievitazione dei costi di “ricostruzione”. L’ITC CNR L’Aquila già al termine del censimento di danno è stato in grado da un lato di effettuare una stima dei costi della “ricostruzione” per l’edilizia ordinaria e di segnalare la necessità di provvedere ad una ricognizione più approfondita, con strumenti speditivi e già collaudati con successo in precedenti terremoti, sui beni monumentali con particolare riguardo alle chiese. Solo con la legge 134/2012 si è cominciato a prendere coscienza di tale anomala situazione cercando di rimodulare, in senso positivo, un processo di ricostruzione rivelatosi inefficiente e inefficace.

ARGOMENTO:  SISMICA
PAROLE CHIAVE: sisma, ricostruzione, valutazione del danneggiamento, stima dei costi
English version
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Abruzzo earthquake 2009
Assessment of damage and estimated costs of 'reconstruction'

The earthquake of 2009, despite the positive experiences made in previous earthquakes (Umbria-Marche 1997, Molise 2002) was characterized by the adoption of a plethora of measures (orders, decrees, circulars, clarifications) sometimes of dubious legality, which made the reconstruction process is extremely complex, uncontrolled, non-transparent and without proper planning in terms of cost, time and priority interventions. This resulted in a significant increase in costs of "reconstruction" and unacceptable delays, so that after four years, the restoration of historical centers still do not see actually boot. In particular, the incomprehensible and unwarranted choice to tie the amount of contributions to the outcomes of viability was determined "distortions" unequal treatment and an unacceptable increase in costs of "reconstruction." ITC CNR L'Aquila already at the end of the census of damage was able on one hand to make an estimate of the costs of "reconstruction" for ordinary building and indicate the need to provide for a deeper survey with tools already successfully tested in previous earthquakes, the historic monuments with particular regard to the churches.

KEYWORDS: earthquake, damage assessment, reconstruction, estimated costs
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