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Anodization (or anodic oxidation) has been used for decades in various industrial contexts to modify the surface of different light alloys, such as titanium, aluminium, and magnesium, with the purpose of altering their interactions with the environment, and more. Indeed, alongside the more established treatments, initially intended as protective coatings, innovative methods are now being employed that, while representing an improvement over older techniques, also allow for the introduction of new functionalities: of particular interest are the modulation of the crystalline structure of oxides, the achievable thickness, and the possibility of producing nanostructured oxides with high specific surface area. The process is based on the application of an electric potential that promotes the controlled formation of an oxide layer on the metal surface; the most important parameters determining the characteristics of the resulting oxide are therefore the applied voltage and its application methods, the electrolyte composition, temperature, and treatment duration. This article proposes a brief review of the principles underlying anodic oxidation, followed by some examples related to different applications on titanium and aluminum, with applications ranging from increased corrosion resistance to photocatalysis.
L’anodizzazione (o ossidazione anodica) è utilizzata da decenni in diversi contesti industriali per modificare la superficie di diverse leghe leggere, quali titanio, alluminio e magnesio, allo scopo di modificarne le interazioni con l’ambiente, ma non solo. Infatti ai trattamenti più consolidati, inizialmente intesi come rivestimenti protettivi, si affiancano ora metodi innovativi che, se da un lato costituiscono un miglioramento rispetto alle tecniche più datate, dall’altro consentono di introdurre nuove funzionalità: di particolare interesse sono la modulazione della struttura cristallina degli ossidi, lo spessore ottenibile, e la possibilità di produrre ossidi nanostrutturati ad alta area superficiale specifica. Il processo si basa sull'applicazione di un potenziale elettrico che promuove la formazione controllata di uno strato di ossido sulla superficie del metallo; i parametri più importanti a determinare le caratteristiche dell’ossido risultante sono quindi la tensione applicata e relative modalità di applicazione, la composizione dell'elettrolita, la temperatura e la durata del trattamento. Questo articolo propone un breve richiamo ai principi alla base dell’ossidazione anodica, seguito da alcuni esempi legati a diverse applicazioni su titanio e alluminio, con applicazioni che spaziano dall’aumento della resistenza a corrosione alla fotocatalisi.