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Pietro Pedeferri’s titaniocromie are a unique contribution to contemporary art, thanks to his innovative use of titanium and interference colors. This paper explores the aesthetic and conceptual value of his work, placing it in dialogue with Paul Klee’s vision—particularly his ideas on movement and becoming. Through references to texts, artworks, and techniques, it highlights how Pedeferri transformed complex physical phenomena into artistic forms capable of evoking emotion, harmony, and depth. The analysis also emphasizes the role of unpredictability and lack of control in the creative process, aligning Pedeferri’s approach with that of Klee. Though abstract, his works maintain a deep connection to nature and reality, making visible what is usually hidden.
Le titaniocromie di Pietro Pedeferri rappresentano un unicum nel panorama artistico contemporaneo, grazie all’uso innovativo del titanio e dei colori per interferenza. Questo contributo esplora il valore estetico e concettuale delle sue opere, mettendole in dialogo con la visione di Paul Klee, in particolare con le sue riflessioni su movimento e divenire. Attraverso riferimenti a testi, opere e tecniche, si evidenzia come Pedeferri abbia saputo trasformare fenomeni fisici complessi in forme artistiche capaci di evocare emozione, armonia e profondità. L’analisi sottolinea anche il ruolo dell’imprevisto e del non-controllo nel processo creativo, elementi che avvicinano l’approccio di Pedeferri a quello di Klee. Le sue opere, pur astratte, mantengono un legame profondo con la natura e il reale, rendendo visibile ciò che normalmente resta nascosto.