205   Maggio - Giugno  2016
ISSN 2282-3794
SOLUZIONE INGEGNERIZZATA PER TAMPONATURE ANTISISMICHE IN LATERIZIO A GIUNTI SCORREVOLI
di
Paolo Morandi, 
MSc, PhD - Assegnista di ricerca, Dipartimento di Ingegneria e Architettura, Università di Pavia / EUCENTRE Pavia
paolo.morandi@unipv.it
Riccardo R. Milanesi, 
MSc – Dottorando, UMESchool, IUSS Pavia
riccardo.milanesi@umeschool.it
Guido Magenes
MSc, PhD - Professore ordinario, Dipartimento di Ingegneria e Architettura, Università di Pavia / EUCENTRE Pavia
guido.magenes@unipv.it

Nell’ambito del progetto Europeo FP7 INSYSME, che ha come obiettivo l’implementazione di soluzioni innovative per tamponature antisismiche, l’Università degli Studi di Pavia ha ideato e realizzato un sistema che consente sia di controllare il danneggiamento all’interno del corpo murario che di ridurre l'interazione tra il telaio in c.a. ed il pannello attraverso l’uso combinato di opportuni giunti scorrevoli inseriti nella muratura di laterizio e di giunti deformabili all’interfaccia tamponatura-telaio. L’idea di base scaturisce da principi già implementati nel passato, tuttavia l’originalità del sistema qui proposto risiede nell’utilizzo di materiali differenti ed innovativi rispetto alle ricerche precedenti ed in una sperimentazione costituita anche da test dinamici su tavola vibrante condotti sia su singoli telai in c.a. che su un edificio a due piani in scala reale. I provini soggetti a prove sperimentali sismiche sono costituiti da strutture in c.a. con tamponamenti con e senza aperture. In questo articolo si definiscono i principi alla base del sistema proposto, con una descrizione delle caratteristiche e dei principali dettagli, dei materiali utilizzati e delle prove sismiche condotte. Si riportano inoltre i risultati della caratterizzazione meccanica dei materiali e dei provini in muratura ed i principali risultati delle prove cicliche nel piano sul telaio tamponato senza aperture.

English version
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ENGINEERED SOLUTION FOR SEISMIC RESISTANT CLAY MASONRY INFILLS WITH SLIDING JOINTS

Within the European FP7 Project “INSYSME”, which mainly aims at the implementation of innovative seismic solutions for masonry infills, the research unit of the University of Pavia has conceived and realized an infill system with the purpose of controlling the damage in the masonry and of reducing the panel-frame interaction, through a combined use of proper sliding joints included in the clay masonry and deformable joints at the wall-frame interface. The idea behind the proposed solution stems from principles already implemented in the past. The originality of this solution stays in the adoption of different and innovative materials for the implementation of the flexible and sliding joints and in the experimental campaign, carried out on full scale reinforced concrete infilled frames and on a two-storey building, resorting to dynamic shaking table tests. The specimens subjected to seismic testing possess infills with and without openings. In this paper, the principles behind the proposed system are defined, along with the description of the characteristics of the main innovative construction details and of the materials and of the performed seismic tests. The results of the mechanical characterization of the materials and of the masonry specimens, along with the main results of the in-plane cyclic tests on the fully infilled RC frame, are reported.

STRUTTURE IN LEGNO DI GRANDE LUCE
Alcune considerazioni ingegneristiche sulla progettazione_PARTE 1
di
Roberto Crocetti
Division of Structural Engineering, Lund University
roberto.crocetti@kstr.lth.se

Il legno è un materiale strutturale che presenta ottime proprietà di resistenza e di rigidezza. Come esempio, si può menzionare che la resistenza meccanica specifica e la rigidità specifica del legno di abete, per trazione e compressione parallela alla fibratura, sono superiori a quelle di acciai al carbonio comunemente usati per uso strutturale. Questo è uno dei motivi principali per cui il legno risulta un materiale particolarmente adatto per la realizzazione di strutture di grande luce.
Il presente articolo è diviso in due parti. La prima parte (Parte 1), dopo una breve introduzione storica, tratta l'efficienza delle strutture - sia dal punto di vista del materiale che della forma. Successivamente, vengono introdotte alcune tipologie di travi reticolari tipiche per strutture lignee. La seconda parte dell’articolo (Parte 2), tratterà invece le strutture ad arco, le strutture funicolari e le strutture a cupola.
L’articolo fornisce una descrizione di forme strutturali sia tradizionali che innovative, adeguate per la realizzazione di strutture lignee di luce importante. L'accento è posto sulle strutture piane; tuttaviavengono date anche alcune indicazioni sulle strutture spaziali.
Comunemente, con l’aumento della lunghezza degli elementi lignei, si presenta l’insorgenza di una serie di problemi strutturali di diversa natura, come ad esempio l’instabilità al carico di punta, tipica delle membrature snelle sottoposte a compressione. Al fine di sottolineare l’importanza di questo problema, nel presente articolo vengono discussi alcuni fenomeni di instabilità - sia nel piano che fuori dal piano - tipici di membrature lignee compresse. Un altro problema legato alle strutture di grande luce, è l’insorgenza di forze non trascurabili in corrispondenza dei collegamenti e agli appoggi. Per questo particolare problema, l’articolo fa luce su alcune soluzioni adottabili per il trasferimento delle forze tra due o più membrature lignee e anche tra le membrature lignee e gli appoggi.

English version
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Some structural considerations for the design of large-span timber structures – PART 1

Timber is a structural material which has excellent strength and stiffness properties. As an example, it can be mentioned that the specific strength and the specific stiffness of spruce for tension and compression parallel to the grain – i.e. these mechanical properties divided by the material density – are superior to that of common structural steel grades. This is one major reason why timber is particularly suitable for large-span structures.
This paper is divided in two parts. The first part of the paper (Part 1), after a brief historical background, discusses the efficiency of structures - both in terms of material and form. Finally, typical truss typologies suitable for timber structures are presented. The second part of this paper (Part 2) will deal with arch structures, catenary structures and dome-shaped structures.
The paper gives a description of both traditional and innovative structural shapes which can be used for large buildings with timber as main load bearing material. Emphasis is put on planar structures; however, a brief discussion on spatial structures will also be presented.
As spans become longer, a number of problems arises. For example, in compression members buckling is often an issue. In the paper, design considerations for both in-plane and out-of-plane buckling of timber members are exposed and discussed. Most likely, large-span structures will be made of several members, which must be prevented from coming apart at the joints. Apt connections able to resist either large compression and tension forces are presented and discussed in the paper.

LA STRUTTURA NASCOSTA
La verosimile ipotesi della Cupola fiorentina: il modello tridimensionale dei mattoni orditi a spinapesce e del loro ordinamento nello spazio
di
Vittorio Paris, 
Laureando – Scuola di Ingegneria Università di Bergamo
v.paris@studenti.unibg.it
Attilio Pizzigoni
Professore Associato Scuola di Ingegneria Università di Bergamo
attilio.pizzigoni@unibg.it

Evoluzione di uno studio in progress che dalla misteriosa vicenda della costruzione brunelleschiana vuole estrarre un’ipotesi verosimile della configurazione strutturale interna della cupola fiorentina, che pur apparendo esternamente come una cupola ottagonale a padiglioni, deve configurarsi come generata da una geometria di rotazione per essere stata costruita, come testimoniato dai fatti, senza l’ausilio di casseforme provvisionali di sostegno.
Viene anche messo in evidenza come la nota e sempre citata orditura dei mattoni “a spinapesce” essendo parte strutturale di una volta sferica/ogivale a doppia curvatura deve e può disporsi nello spazio secondo un allineamento tridimensionale nel legame strutturale che connette tra loro tre mattoni e non semplicemente due, come tradizionalmente è stata sempre interpretata tale orditura.
La finalità di questo studio è legata ad evidenziare la suggestione di un’opera la cui tecnologia costruttiva è rimasta nascosta da sei secoli per un coacervo di ragioni solo in parte legate alla segretezza di un’arte e di una organizzazione del lavoro medioevale. Piuttosto da questo studio e dalla sua completa verifica nei fatti emergerebbe la contraddizione di una tecnologia innovativa che per affermarsi sull’inerzia di un metodo costruttivo tradizionale ha dovuto celarsi al controllo dei contemporanei.

English version
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THE HIDDEN STRUCTURE
A likely hypothesis for the Florentine Dome: the three-dimensional model of the herringbone warping of the bricks and their ordering in space

This study in progress about the mysterious story of the Brunelleschi's Dome wants to extract a likely hypothesis of the internal structural configuration of the Florentine Cupola. We know that, despite appearing externally as an octagonal pavilion, this Dome must be seen as generated and built by a rotational geometry. This is evidenced by facts, since the Dome was built without the use of provisional supporting formwork.
This study also shows how the always mentioned warping of the bricks, the  "herringbone", is part of a spherical vault - double curvature vault. This herringbone should and can be arranged in space according to a three-dimensional structural link that connects three bricks in one convex polyhedron, by using three bricks, and not just two, as this kind of warping has always been interpreted, following the tradition.
The purpose of this study is to highlight the charm of a work whose construction technology has remained hidden for six centuries, due to a heap of reasons, only partly related to the secrecy of medieval art and its work organization. Rather, this study, and its complete verification in reality, would throw new light on the contradiction of an innovative technology that, to beat down the inertia of traditional constructionmethods, had to hide itself from the control of its contemporaries.

LA CIRCOLARE 18/2016 DELLA DIREZIONE GENERALE BELLE ARTI E PAESAGGIO DEL MiBACT
Alcune note
di
Antonio Borri
Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Ingegneria, Perugia
antonio.borri@unipg.it

L’articolo esprime alcune perplessità sul testo della Circolare MiBACT DGBAEP n. 18 del 25/3/2016, che introduce molte e rilevanti restrizioni in tema di interventi sul costruito storico e monumentale. Tali limitazioni, peraltro, appaiono in netto contrasto con la Direttiva ministeriale che, almeno nelle intenzioni dichiarate, la circolare voleva riassumere.

English version
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The Instructions #18/2016 of the Italian Standard for Interventions on listed monuments
Some notes

The article presents some concerns about the text of MiBACT DGBAEP Circular No. 18 of 25/03/2016, which introduces many and significant restrictions on the interventions on historical buildings and monuments. These limitations, however, appear in contrast with the ministerial Directive which, at least in the declared intentions, the circular wanted to summarize.