202   Febbraio  2016
ISSN 2282-3794
La torre del campanile di Botta di Sotto il Monte Papa Giovanni XXIII. ANCORAGGI VERTICALI PROFONDI INIETTATI E PRETESI IN MURATURA STORICA
Sperimentazione in situ: prove cicliche e monitoraggio. PARTE SECONDA
di
Francesca SILVERI, 
Università degli Studi di Bergamo
francesca.silveri@unibg.it
Elena POVERELLO, 
Bossong SpA, Bergamo
consolidamento@bossong.com
Paolo RIVA
Università degli Studi di Bergamo
paolo.riva@unibg.it

La torre del campanile della Chiesa “Sacro Cuore Gesù e S. Egidio Abate” a Sotto il Monte Papa Giovanni XXIII (Bergamo), rappresenta un caso studio del programma di ricerca “ANIMUS”, progetto di ricerca e sviluppo relativo alla valorizzazione del patrimonio culturale, co-finanziato dal Programma Europeo POR-FESR 2007-2013.
L’esigenza di completare la torre rimasta incompiuta con una cella campanaria in acciaio posta a copertura e protezione delle campane ha richiesto uno studio dettagliato delle connessioni con la struttura esistente in muratura.
Le connessioni sono stateeseguitea mezzo di ancoraggi verticali profondi realizzati con barre in acciaio rese solidali alla muratura con di iniezioni di malta effettuate all’interno di apposite calze di contenimento in tessuto capaci di evitare la dispersione della malta nel substrato. Mediante questa tecnica si vengono a creare dei “bulbi di ancoraggio” capaci di creare un efficace meccanismo di ingranamento con la muratura.
Il comportamento di questo sistema è stato studiato mediante una modellazione ad elementi finiti che ha permesso di valutare la risposta delle connessioni sotto l’azione del vento e del sisma, sia allo stato limite ultimo che in esercizio. I risultati di questo studio preliminare hanno evidenziato l’opportunità di progettare ancoraggi verticali con un doppio bulbo di ancoraggio e, contemporaneamente, la necessità di testare sperimentalmente l’efficacia della soluzione tecnologica proposta.
Le prime fasi dell’attività sperimentale, intrapresa nell’ambito del progetto di ricerca e sviluppo e conclusasi con la campagna di prove in situ  oggetto di questa seconda parte, sono state illustrate in un primo contributo pubblicato sul precedente numero del magazine [Structural 201 - gennaio 2016 -paper 01 - ISSN 2282-3794].
I risultati raggiunti a conclusione dell’attività sperimentale hanno messo in evidenza i vantaggi derivanti dall’utilizzo di ancoraggi con doppio bulbo, in abbinamento all’introduzione di un precarico iniziale, tecnica impiegabile sia per ancoraggi verticali, come nel caso studio in oggetto, che orizzontali. Rispetto ad un ancoraggio profondo ancorato alla muratura con un singolo bulbo in cui gli sforzi tangenziali si concentrano nella parte più superficiale, causando alti regimi tensionali, spesso non sopportati dalla muratura, il doppio bulbo permette una migliore distribuzione degli sforzi tangenziali lungo l’ancoraggio ed una minore intensità degli stessi.

English version
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The bell tower of Botta di Sotto il Monte Papa Giovanni XXIII. PRE STRESSED VERTICAL ANCHORS ON HISTORICAL MASONRY
In situ tests: cyclic tests and monitoring. SECOND PART

The Bell Tower of the Church “Sacro Cuore Gesù e S. Egidio Abate” in Sotto il Monte Papa Giovanni XXIII (Bergamo, Italy), represents a case study of the research programme “ANIMUS”, co-funded by the European Programme POR-FESR-2007-2013.
The necessity of building a steel belfry on top of the bell tower required a detailed study of its connection with the supporting masonry structure. This connection has been realized by means of deep vertical anchors, obtained by grouting steel bars by injecting the grout in special socks, such that any dispersion of the mortar in the masonry is avoided. By this technique, a “bulb” creating an effective interlock with the masonry structure is created.
The behaviour of the system has been studied by means of a finite element model, allowing to assess the performance of the connection under wind and seismic loads both at service and ultimate limit states.
The results have highlighted the opportunity to design vertical anchors with a double bulb of mortar and, at the same time, to test the effectiveness of the technical solution designed.
The first phases of the experimental activity, started with the research programme and ended with the in situ test, detailed in this second paper, have been described in a first paper published on the previous number of the magazine  [Structural 201 - gennaio 2016 -paper 01 - ISSN 2282-3794].
The results obtained at the end of the experimental activity have shown the advantages due to the use of double bulb anchors in combination with an initial pre-stress, both for vertical and horizontal applications.
With single bulb anchors stresses are concentrated in the upper part, near the surface, thus causing over-stressing of masonry, frequently not supported, while double bulb anchors allows a better distribution and a reduced intensity of tangential stresses on the entire anchor length.

CORDOLI IN MURATURA DI PIETRAME FACCIA A VISTA
di
Antonio Borri, 
Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Ingegneria, Perugia
antonio.borri@unipg.it
Romina Sisti, 
Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Ingegneria, Perugia
Marco Corradi, 
Northumbria University, Department of Mechanical & Construction Engineering, Newcastle Upon Tyne, UK & Università degli Studi di Perugia, Dipartimento di Ingegneria, Perugia
Andrea Giannantoni
Libero professionista, Foligno (PG)

I cordoli sommitali nelle costruzioni in muratura sono utili per prevenire lo sviluppo di meccanismi di collasso fuori dal piano dei muri perimetrali, mantenere la forma della scatola muraria e ripartire i carichi verticali sulle murature sottostanti. L’efficacia di tale sistema di rinforzo dipende dai materiali impiegati nella sua costruzione, dalle caratteristiche geometriche del cordolo e dagli accorgimenti costruttivi adottati.
Nel presente articolo sono proposte e sperimentate alcune soluzioni di cordolature in linea con la natura stessa della costruzione, ovvero in muratura, di pietrame o di mattoni, armata con materiali innovativi (reti in fibra di vetro e cavi in PBO-Poli-parafenilenbenzobisoxazolo) in grado di fornire la resistenza a trazione necessaria.
Le prestazioni delle diverse configurazioni di rinforzo sono state testate attraverso prove di flessione su 10 travi di lunghezza 5 m: 8 in muratura di pietrame e 2 in muratura di laterizio.

English version
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A NEW PROPOSAL FOR A REINFORCED MANSORY RING BEAM

For historic constructions, it is known that the application of a ring-beam is an effective method to prevent out-of-plane collapse mechanisms, to avoid the separation of adjacent walls and to facilitate the distribution of vertical compressive loads. However this effective reinforcing method presents some problems, mainly depending on the material used for the ring-beam construction. This paper discusses the problems associated with this reinforcing method and studies a new type of ring beam made of recycled old stones or bricks reinforced at the bed joints with glass-fibre sheets, GFRP (Glass Fiber Reinforced Polymer) grids or/and PBO (poly-p-phenylene benzobisoxazole) cords. An experimental investigation has been carried out on 8 full-scale rubble-stone and 2 brickwork masonry ring beams tested in flexure.

1116
(Terremoti a Pavia)
di
Gian Michele Calvi, 
IUSS Pavia e Fondazione Eucentre, Pavia
gm.calvi@gmail.com
Vitor Silva
GEM Foundation, Pavia

Dopo una breve ricapitolazione del senso e dei modi di calcolare il rischio sismico, come combinazione di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione, vengono presentati i risultati che si ottengono da un’applicazione alla città di Pavia, presa ad esempio di una zona a bassa sismicità.
Viene chiarito che una bassa probabilità di accadimento di un forte evento in un’area geograficamente prossima non si traduce necessariamente in perdite annue medie attese trascurabili, e che conseguentemente non esistono in Italia zone in cui il rischio sismico possa essere ignorato.
Si descrive una possibile metrica comune che consenta un confronto tra costi di riscaldamento e condizionamento medi annui e perdite attese per eventi sismici. Sulla base di un confronto di questo genere, e dei vantaggi per chi investe e per il bene pubblico, si conclude che sia più ragionevole per lo Stato proporre incentivi per la riduzione del rischio sismico piuttosto che per il contenimento dei consumi.

English version
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1116
(Earthquake in Pavia)

A brief summary of the meaning of seismic risk and of the procedures to estimate it, based on the combination of hazard, vulnerability and exposure, is followed by the results obtained from the application of such calculations to the city of Pavia, assumed to be the paradigm of a low seismicity zone.
It becomes clear that a low probability of exceedance of a given intensity in the proximity of a site does not automatically translate into negligible expected annual losses, and consequently zones where the seismic risk could be ignored do not exist in Italy.
A possible approach to a rational comparison of heating and cooling average annual cost and expected annual loss induced by seismic events is presented. On the base of such analyses, and of the comparison of advantages for private investors and for the public interest, it is concluded that it is in general more convenient for the State to subsidize the reduction of seismic risk than that of energy consumption.