188   Giugno  2014
ISSN 2282-3794
FOCUS DURABILITA' 9
PREVENZIONE. TECNOLOGIA DEL CALCESTRUZZO, MESSA IN OPERA E CONTROLLI
di
Luca Bertolini
Politecnico di Milano, Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica “G. Natta”
luca.bertolini@polimi.it

Questa nota, che segue quelle sul progetto della durabilità con gli approcci prescrittivi e quelli prestazionali, sottolinea l’importanza dell’attuazione pratica delle scelte progettuali finalizzate alla durabilità di una struttura in calcestruzzo armato. Innanzitutto si osserva come il progetto debba affrontare gli aspetti di durabilità sotto diversi fronti (oltre a quelli già analizzati nelle note precedenti). Da un lato è importante la scelta di dettagli costruttivi che portino alla formazione di microclimi che non favoriscano il degrado, ma al contrario rendano meno suscettibile la struttura all’azione degli agenti aggressivi. Dall’altro lato si ricorda il ruolo della tecnologia del calcestruzzo e le possibilità che offre sia con i materiali ordinari sia con i calcestruzzi speciali. Si richiama poi l’importanza di chiare prescrizioni di progetto sui materiali, i particolari costruttivi e le tecniche di controllo. La messa in opera e la stagionatura del calcestruzzo sono i momenti in cui si rendono effettive le scelte di progetto, attraverso una serie di controlli di qualità che garantiscano il rispetto delle prescrizioni. Infine, si ricorda che l’ispezione e la manutenzione programmata, soprattutto per le opere esposte in ambienti molto aggressivi, possono essere degli importanti strumenti di durabilità. Un costante controllo della struttura durante la sua vita di servizio, infatti, permette di rivedere periodicamente le scelte iniziali di progetto, riformulando le previsioni sulla vita di servizio, e di anticipare eventuali interventi correttivi che si rendessero necessari, con notevoli risparmi sui costi futuri di manutenzione.
 

Abstract
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DURABILITY FOCUS 9
PREVENTION: CONCRETE TECHNOLOGY, HANDLING AND PLACING, AND QUALITY CONTROLS

This paper, which follows those on the design for durability with prescriptive and performance-based approaches, focuses on the importance of the practical implementation of the design choices aimed at the durability of a reinforced concrete structure. First of all, it shows how the design phase should address durability issues under different aspects (in addition to those already analyzed in the previous papers of this focus). On the one hand it is important to select construction details that lead to the formation of micro-climates that do not promote degradation, but instead make the structure less susceptible to the action of aggressive agents. On the other hand, it also reminds the role of concrete technology and the possibilities it offers both by using ordinary materials and special concretes. Then it stresses the importance of formulating clear design requirements on the materials, construction details and techniques of quality control. The placement and curing of concrete are the times when the design choices are put in practice through a series of quality controls which should be successful in ensuring the fulfilment of design requirements. Finally, the role of planned inspection and maintenance as tools for durability, especially for those structures exposed to aggressive environments, is stressed. A systematic control of the structure during its service life allows a constant update of the initial design decisions, by reformulating predictions on the service life, and thus anticipate any corrective action that might be necessary, with significant savings on future maintenance cost.

Diatoni artificiali attivi
alla ricerca di un comportamento monolitico del pannello murario
di
Antonio Borri, 
Dipartimento di Ingegneria, Università degli Studi di Perugia
antonio.borri@unipg.it
Riccardo Savelli, 
Dipartimento di Ingegneria, Università degli Studi di Perugia
Elena Poverello
Bossong SpA, Bergamo
consolidamento@bossong.com

Nel presente lavoro si illustrano i risultati di una serie di sperimentazioni condotte per valutare l’efficacia di una nuova tipologia di diatoni artificiali, evoluzione dei tradizionali diatoni armati. Si tratta essenzialmente di ancoraggi iniettati nei quali una barra in acciaio filettata viene resa solidale alla muratura da presidiare mediante una iniezione controllata in una calza di contenimento. È possibile impartire una presollecitazione alla barra, che viene poi trasferita dal rinforzo alla muratura. Così facendo, oltre a inserire un elemento resistente a taglio che si oppone allo scorrimento tra i paramenti, la presenza di una compressione trasversale favorisce le forze d’ingranamento. Un’ulteriore evoluzione dei diatoni prima descritti prevede un carotaggio a sezione variabile di diametro maggiore alle estremità. Ciò garantisce, per forma, il bloccaggio dei paramenti come anche un più efficace trasferimento della eventuale sollecitazione di compressione trasversale al pannello murario. Dopo un’analisi sul comportamento di questi elementi nella compagine muraria, vengono illustrate le sperimentazioni condotte sia in situ, su elementi al vero, sia in laboratorio.
 

Abstract
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ACTIVE ARTIFICIAL DIATONES

In this paper we describe the results of a series of experiments conducted to evaluate the efficacy of a new type of diatones artificial, evolution of traditional armed diatones. They are essentially anchorages injected in which a threaded steel bar is made integral with the masonry by means of a controlled injection in a stocking containment. It is possible to apply a pretension to the bar, which is then transferred from the reinforcement to the masonry. By doing so, in addition to insert an element resistant to shear which opposes to the sliding in the masonry, the presence of a transverse compression favors the forces of meshing. Further evolution of diatones first described provides a coring variable section of larger diameter at the ends. This ensures the lock of the masonry as well as a more effective transfer of any compressive stress transverse to the wall. After an analysis of the behavior of these elements in the structural walls, the experiments conducted both in situ and in the laboratory, are shown.
 

TAMPONATURE IN LATERIZIO IN ZONA SISMICA. PRESTAZIONI FUORI DAL PIANO
MODELLI DI CAPACITÀ (PARTE PRIMA)
di
Angelo Masi, 
Professore, Scuola di Ingegneria, Università degli studi della Basilicata - Potenza
angelo.masi@unibas.it
Vincenzo Manfredi, 
Ph.D., Scuola di Ingegneria, Università degli studi della Basilicata - Potenza
enzo.manfredi@alice.it
Delfina Sciaraffa
Studentessa, Scuola di Ingegneria, Università degli Studi della Basilicata - Potenza
delfina1213@gmail.com

Le tamponature sono componenti costruttivi generalmente utilizzati per realizzare la chiusura perimetrale delle strutture intelaiate in cemento armato. Nella comune pratica progettuale le tamponature sono considerate elementi non-strutturali e, di conseguenza, è generalmente trascurata la loro influenza sulla risposta sismica dell'edificio. Le attuali norme tecniche vigenti in Italia definiscono gli stati limite anche in funzione delle prestazioni degli elementi non-strutturali e prescrivono per essi opportune verifiche di sicurezza. Tuttavia, pur fornendo un'espressione per la valutazione dell'azione diretta fuori dal piano, esse non prevedono alcun modello per la capacità. Nel presente lavoro, dopo una breve descrizione della tecnologia delle tamponature maggiormente impiegate in Italia e delle loro prestazioni in seguito ai recenti eventi sismici, sono analizzati i principali modelli di capacità attualmente disponibili in letteratura, potenzialmente utilizzabili nelle verifiche previste in normativa. In un successivo lavoro, i risultati forniti dai modelli di letteratura verranno confrontati con quelli ottenuti da alcune sperimentazioni al fine di verificarne la capacità predittiva.

Abstract
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OUT-OF-PLANE PERFORMANCE OF MASONRY INFILLS UNDER SEISMIC ACTIONS
PART 1_CAPACITY MODELS

Masonry infills are frequently used as enclosure walls in Reinforced Concrete framed buildings. In the common design practice they are generally modeled as non-structural elements, neglecting their influence on the building seismic response. The current Italian seismic code consider non-structural elements in the definition of the life safety limit state, but safety verifications, in particular with respect to the out-of-plane direction of infill walls, appear to be critical since no capacity models are specifically provided. With the objective of providing suggestions to improve the current Italian seismic code, after a description of the infill walls typically used in Italy, in the present paper the capacity models available in the technical literature are described and compared among them. Besides providing some preliminary suggestions for design practice, this paper prepares the ground to a next work where the capability of the available models in estimating the out-of-plane capacity will be verified by comparing them with experimental results.